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Regium Waterfront

Posted by archibonarrigo su gennaio 5, 2014

Regium Waterfront. . .


Takes shape, the new large museum “Mediterranean” on the promenade of Reggio Calabria, whose geometry reflects, takes the form of a starfish, delivering a significant work to the city and very important, a real resource that may be. . . represent the new cultural capital of the Mediterranean basin.

by  designer italy bonarrigo architects in the world

Corso Vittorio Emanuele ≈ 20152 ≈ Milano ≈ Italy

Regium Waterfront. . .

Prende forma il nuovo grande museo “mediterraneo” sul lungomare di reggio calabria, la cui geometria rispecchia, assume la forma di una stella marina, consegnando alla città un’opera significativa e molto importante, una vera e propria risorsa che potrà essere . . . rappresentare la nuova capitale culturale del bacino del mediterraneo.

by designer italy architects

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5 Risposte to “Regium Waterfront”

  1. Lo studio “ Architettura & Design ” di Pasquale Bonarrigo fornisce servizi di progettazione nelle costruzioni civili, industriali, agrarie, ecc…

    New Link:

    http://www.bonarrigo.altervista.org

    Designer Pasquale Bonarrigo

  2. Regium Museum Waterfront. . .

    Takes shape, the new large museum “Mediterranean” on the promenade of Reggio Calabria, whose geometry reflects, takes the form of a starfish, delivering a significant work to the city and very important, a real resource that may be. . . represent the new cultural capital of the Mediterranean basin.

    New Link:…

    http://useitwell.blogspot.com/2009/02/museum-of-mediterranean-zaha-hadid.html

  3. D e s i g n e r

    A pretext to arouse the attention not only on themselves or on the personal work, but on the future and present of the profession of designer. Between them about thirty years, but they have much in common, from the obsessive search for the essential values of the design.

    “What do”, is an unusual title like them. Accustomed to the insistence of the question, they respond with awareness of form and content when designing, this time it fails with the intent to open a discussion. Careful to strike a balance between the constraints of marketing, production and culture of those who produce, with this manifesto shows appeal to a conscious attitude. The responsibility of the design that no sacrifices creativity to market, the mode and the high costs of distribution.

    The problems are now indicated by several elements: the overproduction, lack of invention and originality, and decorative mannerism as a response to times of crisis. The lack of utopias. Milestones against which worked for over forty years sharing the experiences of its thousand-plus projects with entrepreneurs illuminated. It is measured with all types. From the most complex in the most humble – chairs, sofas, tables, objects, office storage furniture, bookcases, vases, umbrella stands – with the same result. Define the language of simplicity by creating new archetypes, forms capable of resisting time, expressing all possibilities craft, industrial and technology of each era. And, above all, the meaning of work.

    Ask the comparison with the teachers and snatch the lesson, to evolve. He had done self-taught, he did so with the greatest masters of desgn, currently design director of the Paris fashion house Hermès. Think objects can communicate and never intended as a commodity. Not produce duplicates, but objects that amaze. Stool makes stealing the shape of the bucket, a napkin in a coffee cup. A bookmark, solving simultaneously the lighting for reading at night. A chair built with the structure of the rack. A radio is the box of his batteries. And so on.

    The involvement that requires the use of plant design is the same as utopian to ask those who make them, “to be radical by subtraction”, ie not solve the problem by adding new ones, but taking on responsible behavior in the name of the project, human of quality. A fine wire stretched between two generations of designers, who reminds everyone the essence of reality.

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    http://www.bonarrigo.altervista.org/blog

  4. D e s i g n e r

    Un pretesto, per destare l’attenzione non solo su se stessi o sul lavoro personale, ma su futuro e presente del mestiere del designer. Li separano circa trent’anni, ma hanno molto in comune, a partire dalla ricerca ossessiva dei valori essenziali del design.

    “Che fare”, è un titolo insolito come loro. Abituati all’insistenza del punto interrogativo, cui rispondono con coscienza di forma e contenuto quando progettano, in questa occasione lo omettono con l’intento di aprire una discussione. Attenti a stabilire un equilibrio tra vincoli di marketing, produzione e cultura di chi produce, con questa mostra-manifesto richiamano a un atteggiamento consapevole. Alla responsabilità del design affinché non immoli la creatività alle leggi del mercato, alle mode e agli alti costi della distribuzione.

    I problemi sono quelli ormai indicati da più parti: la produzione eccessiva, la mancanza di invenzione e di originalità, il decorativismo e il manierismo come risposta ai tempi di crisi. La mancanza di utopie. Punti fermi contro i quali lavora da oltre quarant’anni condividendo le esperienze dei suoi mille e più progetti, con imprenditori illuminati. Si è misurato con tutte le tipologie. Dalle più complesse alle più umili – sedie, divani, tavoli, oggettistica da ufficio, mobili contenitori, librerie, vasi, portaombrelli – con il medesimo risultato. Definire il linguaggio della semplicità creando nuovi archetipi, forme capaci di resistere al tempo, esprimendo a pieno le possibilità artigianali, industriali e tecnologiche di ogni epoca. E, soprattutto, il senso del lavoro.

    Porsi al confronto con i maestri e carpirne la lezione, per evolverla. Lo aveva fatto da autodidatta, lo ha fatto con i più grandi maestri del desgn, attualmente direttore del design della casa parigina di moda Hermès. Pensare oggetti in grado di comunicare e mai intesi come merce. Non produrre doppioni, ma oggetti che stupiscono. Uno sgabello lo fa rubando la forma al secchio, un portatovagliolo a una tazzina da caffè. Un segnalibro, risolvendo contemporaneamente l’illuminazione per la lettura notturna. Una sedia costruita con la struttura dello scolapiatti. Una radiolina che è la scatola delle sue batterie. E così via.

    Il coinvolgimento che richiede l’uso dei prodotti di design è lo stesso che chiedono utopisticamente a chi li produce: “essere radicali per sottrazione”, cioè non risolvere i problemi aggiungendone di nuovi, ma assumendo comportamenti responsabili in nome del progetto, dell’uomo, della qualità. Un filo sottile, teso tra due generazioni di designer, che ricorda a tutti l’essenzialità delle cose reali.

    Link correlati:

    http://www.bonarrigo.altervista.org/blog

  5. Architect Pasquale Bonarrigo

    World of modern contemporary architecture.

    Modern Architecture & Design news. World of modern contemporary architecture and design news & architectural competitions. The Modern movement began in the 1920s when a small group of young architects felt all that had gone before should be rejected and that architectural design should start afresh. This fresh start, they declared, should be based on modern technology and a new, modern approach to life. Their innovations became the 20th century’s dominant movement in architecture, crystallizing into the international style of the 1920s and ’30s.

    Web site:

    http://www.archibonarrigo.webs.com/

    http://www.bonarrigo.altervista.org

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